Contenitore e contenuto, il frutto è madre e figlio, riparo accogliente e prospettiva di vita;
è nido di conforto e messaggero incolpevole di storie incancellabili e di destini ancora da decidere.
L’occhio guarda, il cervello vede. E il cervello ha la vista più acuta dell’occhio, perché trova significati anche nel buio, anche nelle forme indefinibili con le parole della visione oggettiva.
Cosa stai guardando?
Cosa vedi?
Immaginazione e desiderio sono gli attrezzi con i quali definiamo la realtà, la nostra unica visione del mondo che non potrà mai essere il mondo degli altri.
“Il principio di una forma che non è ma si fa.” (Bauhaus)
La mente ha molti versi, non si contiene in scatole o circonvoluzioni, è una moltitudine col cordone ombelicale inchiodato ad un qualunque cervello.
Vola, si traveste, parla molte lingue e sente gli odori della pioggia che precipita a migliaia di chilometri di distanza, fisicamente intangibile eppure talmente concreta da trasformare il mondo.