I fiori sono stupendi,
e ignorano
che sono vecchia.
[Chigetsu]
Una lieve pioggia cade,
senza rumore, sul muschio –
quanti ricordi del passato!
[Buson]
Caduto il fiore
resiste l’immagine
della peonia
[Buson]
Soffia il vento:
si tengono forte
i boccioli di pruno
[Onitsura]
Il valore delle cose prossime, dove anche l’insignificante acquista importanza, assurgendo a valore centrale della composizione, è il carattere distintivo dell’haiku, genere poetico giapponese nato nel XVII secolo, che riserva estrema attenzione ai fenomeni naturali.
L’osservazione, attenta e lieve, della vita, che in spazi circoscritti e timidi viene raccontata, condensa emozioni in gocce di verità e proietta l’evidenza sul fondale immaginario di chi si lascia accompagnare dalla fantasia.
Un piccolo particolare osservato è sorgente di fantasticherie che richiamano emozioni, stimolano sensi sopiti, invitano all’esplorazione di sé, al proprio senso di appartenenza al mondo, senza protagonisti né comprimari.
Ho il mondo, il mio mondo, a portata di mano, a pochi centimetri dal mio occhio: una pietra, nel mio giardino, m’ha ricordato la luce che d’Estate, al crepuscolo, spennella di aranciato le foglie del Mirto, che tanto ami, che tanto hai voluto.